Gli operatori di minaccia hanno iniziato a sfruttare in-the-wild CVE-2026-6875, vulnerabilità pre-autenticazione in ServiceNow AI Platform con punteggio CVSS v4.0 di 9.5 su scala CRITICAL. I primi tentativi sono stati rilevati il 18 luglio 2026, cinque giorni dopo il rilascio della patch KB3137947 per le istanze self-hosted. Le istanze cloud-hosted di ServiceNow erano state invece protette già nell'aprile 2026, creando una frattura di esposizione tra i due modelli di deployment.
La vulnerabilità, scoperta da Searchlight Cyber e riportata a ServiceNow all'inizio di aprile 2026, consente l'escape dalla sandbox JavaScript del motore GlideRecord fino a ottenere esecuzione remota di codice equivalente a privilegi amministrativi. Gli attaccanti non si limitano a replicare il proof-of-concept pubblicato: Defused ha osservato payload con gadget di sandbox escape indipendente, indicando comprensione autonoma della falla.
- CVE-2026-6875 è una vulnerabilità pre-autenticazione con CVSS v4.0 9.5 CRITICAL che permette RCE tramite escape dalla sandbox JavaScript di ServiceNow AI Platform.
- L'exploit in-the-wild è stato confermato da Defused a partire dal 18 luglio 2026, con payload che colpiscono l'endpoint
/assessment_thanks.doma utilizzano un percorso tecnico diverso dal PoC pubblicato. - ServiceNow ha mitigato le istanze cloud-hosted entro 24 ore dalla segnalazione di aprile 2026; le istanze self-hosted sono rimaste esposte fino al 13 luglio 2026.
- La compromissione consente comando di proxy MID Server connessi, tipicamente posizionati nella rete interna dell'organizzazione, estendendo il raggio d'azione oltre l'istanza ServiceNow.
Il meccanismo del sandbox escape: da gs.include() a esecuzione unsandboxed
Il nucleo della falla risiede nella modalità con cui ServiceNow AI Platform gestisce il filtro javascript: all'interno delle query GlideRecord. Quando questo filtro viene attivato tramite il parametro sysparm_assessable_type sull'endpoint /assessment_thanks.do, il codice viene eseguito all'interno di una sandbox restrittiva: contesto isolato, privilegi limitati, apparentemente innocuo.
La transizione critica avviene attraverso gs.include(), funzione che carica librerie script-include fuori dalla sandbox restrittiva. L'attaccante sovrascrive Object.clone con il Function constructor tramite Object.defineProperty, un'operazione che corrompe la logica di estensione delle classi di ServiceNow. Questa coercizione induce il sistema a eseguire Function(attacker_code) in contesto unsandboxed, bypassando completamente l'isolamento.
In questo stato, l'esecuzione equivale a accesso amministrativo sulla piattaforma Glide: lettura e scrittura su tutte le tabelle, creazione di account con privilegi elevati, comando dei proxy MID Server configurati per comunicare con la rete interna.
Due gadget, stessa primitive: l'evoluzione dell'attacco in-the-wild
La conferma dell'exploit attivo arriva da Defused, con una caratteristica che aggiunge gravità alla minaccia. Secondo la fonte, "i payload colpiscono lo stesso sink pre-autenticazione documentato da Searchlight Cyber (/assessment_thanks.do), ma il gadget di sandbox-escape raggiunge la stessa primitive di esecuzione del codice attraverso una route diversa dal loro PoC pubblicato".
Questa osservazione ha implicazioni operative concrete. Gli attaccanti non stanno semplicemente replicando ricerca pubblica: dispongono di comprensione indipendente della vulnerabilità, con capacità di sviluppare varianti alternative del meccanismo di exploit. La superficie di attacco non si restringe alla difesa contro un singolo vettore documentato.
"By overriding frozen global objects with Object.defineProperty, an attacker replaces Object.clone with the Function constructor and a class prototype with attacker-controlled code. This coerces ServiceNow's own class-extension logic into calling Function(attacker_code) unsandboxed." — Analisi tecnica Indusface
La frattura cloud/self-hosted: chi controlla l'infrastruttura
La timeline di CVE-2026-6875 mette in luce una dinamica strutturale della supply chain di sicurezza enterprise. Searchlight Cyber ha segnalato la vulnerabilità all'inizio di aprile 2026. ServiceNow ha distribuito aggiornamenti per le istanze cloud-hosted il giorno successivo. Le patch per clienti self-hosted sono arrivate durante giugno, con rilascio formale KB3137947 il 13 luglio 2026.
La finestra di esposizione tra le due popolazioni è misurabile in mesi, non in giorni. L'exploit in-the-wild si è aperto il 18 luglio, cinque giorni dopo la disponibilità della patch self-hosted. Secondo Indusface, ServiceNow AI Platform esegue circa 100 miliardi di workflow annuali per circa l'85% delle Fortune 500. L'adozione massiccia amplifica il rischio sistemico: ogni istanza self-hosted non aggiornata rappresenta un punto di ingresso potenziale nella rete di un'organizzazione enterprise.
ServiceNow ha dichiarato, tramite portavoce, di non aver osservato "evidenza che questa attività sia relativa a istanze che ServiceNow ospita direttamente", e incoraggia l'applicazione della patch. La dichiarazione sottolinea la divisione di responsabilità: la sicurezza operativa delle istanze self-hosted ricade sull'organizzazione titolare.
Cosa fare adesso
Le azioni prioritarie per le organizzazioni con istanze ServiceNow sono le seguenti:
- Verificare immediatamente l'applicazione della patch KB3137947 del 13 luglio 2026 su tutte le istanze self-hosted, on-premise o partner-hosted.
- Controllare i log di accesso all'endpoint
/assessment_thanks.doper richieste sospette con parametrosysparm_assessable_typemanipolato, con particolare attenzione al periodo 13-24 luglio 2026. - Ispezionare la configurazione e l'integrità dei proxy MID Server connessi alle istanze ServiceNow, verificando eventuali modifiche non autorizzate a script-include o tabelle di sistema.
- Valutare la nuova funzionalità "Guarded Script" introdotta nelle patch, progettata per limitare il codice eseguibile in sandbox, come mitigazione strutturale contro varianti future del meccanismo.
La misura del rischio enterprise
La piattaforma ServiceNow non è un sistema periferico: è infrastructure-as-workflow per le più grandi organizzazioni globali. La sua compromissione non espone semplicemente dati di ticketing o workflow HR, ma fornisce un ponte verso la rete interna tramite l'architettura MID Server. Gli attaccanti che ottengono controllo amministrativo su ServiceNow acquisiscono potenzialmente visibilità e comando su segmenti di rete altrimenti isolati.
La duplice natura dell'exploit osservato — stesso endpoint, gadget diverso — suggerisce che la vulnerabilità sia stata analizzata da più attori indipendentemente. Non è la replica di un unico PoC, ma la convergenza su una falla architetturale condivisa. Per le organizzazioni che gestiscono istanze self-hosted, la patch del 13 luglio non è aggiornamento di routine: è contenimento di un rischio attivo documentato.
Domande frequenti
Le istanze cloud-hosted di ServiceNow sono a rischio?
No. ServiceNow ha distribuito aggiornamenti per le istanze cloud-hosted entro 24 ore dalla segnalazione di aprile 2026. L'azienda dichiara di non aver osservato exploit su questa popolazione.
Perché il punteggio CVSS è 9.5 se l'attacco richiede più step?
Il vettore CVSS v4.0 AV:N/AC:H/AT:N/PR:N/UI:N/VC:H/VI:H/VA:H/SC:H/SI:H/SA:H riflette accesso da rete senza autenticazione, con impatto completo su confidenzialità, integrità e disponibilità del sistema colpito, inclusi effetti di sottosistema. La complessità dell'attacco (AC:H) è presente ma non abbassa la severità sotto la soglia critica.
È disponibile un exploit pubblico?
Searchlight Cyber ha pubblicato proof-of-concept e post tecnico il 13 luglio 2026. Tuttavia, gli attaccanti attivi stanno usando un gadget indipendente, non il PoC pubblicato. La presenza di exploit pubblico facilita la replica, ma non è condizione necessaria per l'attività osservata.
Le informazioni sono state verificate sulle fonti citate e aggiornate al momento della pubblicazione.
Fonti
- https://www.helpnetsecurity.com/2026/07/20/servicenow-cve-2026-6875-exploited/
- http://www.indusface.com/blog/cve-2026-6875-servicenow-sandbox-escape-rce/
- https://www.rescana.com/post/active-exploitation-alert-critical-cve-2026-6875-remote-code-execution-vulnerability-in-servicenow-ai-platform
- https://www.bleepingcomputer.com/news/security/critical-servicenow-code-execution-flaw-now-exploited-in-attacks/
- https://slcyber.io/research-center/smashing-the-servicenow-sandbox-pre-authentication-rce/
- https://www.indusface.com/learning/remote-code-execution-rce/
- https://www.indusface.com/products/apptrana-waap-platform/