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Il 2 agosto 2026, durante Black Hat e DEF CON a Las Vegas, il team XBOW ha avviato un run di sei giorni con un modello AI pubblico. Il 7 agosto aveva in mano una catena di exploit full-chain su Google Chrome che attraversava entrambi i sandbox e eseguiva codice su Windows. Google ha confermato i tre bug zero-day, li ha patchati e ha pagato il bounty massimo di 250.000 dollari. Il costo in API fees: circa 40.000 dollari.
- XBOW ha usato GPT-5.6 Sol, modello pubblico di OpenAI, per orchestrare agent AI nella ricerca automatica di vulnerabilità nel codice sorgente Chrome.
- La catena concatenava tre bug: CVE-2026-85045 in V8 (race condition), un bug nel decoder WebP animato senza identificatore pubblico confermato, e CVE-2026-78952 in Crashpad.
- L'attraversamento di entrambi i sandbox di Chrome permetteva l'esecuzione di codice fuori dal browser su Windows semplicemente caricando una pagina web, senza clic o download da parte dell'utente.
- Prima delle patch distribuite ad agosto e settembre 2026, circa 1 miliardo di utenti Chrome su Windows erano esposti al rischio stimato.
Come funziona la catena: V8, WebP e l'ultimo gradino su Windows
Il primo anello della catena è CVE-2026-85045, una race condition nel motore JavaScript V8 di Chrome. Il record ufficiale CVE conferma la natura del bug e la versione correttiva: Chrome 152.0.7977.82, rilasciata il 3 settembre 2026. La fonte principale assegna questo CVE al bug V8, segnalando esplicitamente che XBOW aveva inizialmente indicato un'assegnazione diversa: una discrepanza che il dossier registra come errore del team di ricerca.
Il secondo anello risiede nel decoder WebP animato, il formato di immagine sviluppato da Google. Per questo componente non emerge un identificatore CVE pubblico confermato. Il terzo anello è CVE-2026-78952, un bug nel gestore di crash Crashpad, corretto in Chrome 152.0.7977.65 il 25 agosto 2026. La concatenazione di questi tre difetti permetteva di uscire dal V8 sandbox, poi dal renderer sandbox, e infine eseguire codice nativo sul sistema operativo sottostante.
L'attacco non richiedeva alcuna interazione utente oltre al caricamento della pagina web. Questa caratteristica lo colloca nella categoria dei drive-by exploit, tra i più pericolosi per la superficie di attacco di massa.
I numeri che ridisegnano i tempi della ricerca offensiva
La compressione temporale è il dato che stravolge i parametri consueti. Secondo Brendan Dolan-Gavitt di XBOW, prima dei large language model una Chrome full chain richiedeva 6-9 mesi a un team di quattro persone. Il primo tentativo dello stesso team, già assistito da AI, aveva richiesto due mesi. Il risultato premiato è sceso a sei giorni.
Il costo operativo è altrettanto rivoluzionario. Oege de Moor, fondatore di XBOW, ha quantificato in circa 40.000 dollari le API fees per l'intero run di sei giorni. La cifra è inferiore al premio di bounty di 250.000 dollari, e infinitamente inferiore ai costi tradizionali di un team di ricerca specializzato per mesi. Questo rapporto costo/rendimento sposta l'investimento nella ricerca di vulnerabilità da capitale umano raro a capitale operativo scalabile.
"Pre-LLMs a Chrome full chain would take a team of four around 6-9 months to be produced, our first submission took 2 months. The awarded one? six days" — Brendan Dolan-Gavitt, XBOW
Le regole del bounty e il contesto 2026
Il pagamento di 250.000 dollari rappresenta il tetto massimo del Chrome Vulnerability Reward Program per i full-chain exploit. Nel 2026 Google ha aggiornato le regole del programma: questo livello di bounty viene assegnato al massimo quattro volte l'anno. Secondo CryptoBriefing, questa è la prima assegnazione del genere nel 2026 e solo la seconda nella storia del programma.
XBOW ha dichiarato che i tre bug non sono stati mai utilizzati in attacchi contro utenti Chrome prima della segnalazione. Google ha risposto con due rilasci di patch separati: prima Crashpad il 25 agosto, poi V8 il 3 settembre. Il bug WebP, privo di identificatore pubblico, non ha una data di correzione documentata nel record CVE.
Perche è importante
Il dossier non specifica il livello di accesso API necessario per replicare il run di XBOW: GPT-5.6 Sol è pubblicamente disponibile, ma resta incerto se il pubblico generale o solo tier specifici di sviluppatori possano sostenere carichi computazionali di questa entità. La fonte non documenta né altri casi di AI-assisted full-chain exploits né il ruolo decisionale esatto della supervisione umana nella scelta dei target e nella validazione dei proof-of-concept.
Il dossier non elenca misure correttive specifiche oltre all'aggiornamento alle versioni patchate di Chrome. Non emerge inoltre se la catena avrebbe funzionato su piattaforme diverse da Windows. Questi limiti lasciano aperti interrogativi sulla replicabilità del metodo e sulla sua portata sistemica.
Ciò che il brief documenta è sufficiente a tracciare uno spostamento strutturale. Quando circa 40.000 dollari di compute e sei giorni producono un exploit che vale 250.000 dollari e che prima richiedeva mesi di lavoro specialistico, il vincolo non è più la competenza umana ma l'accesso alle API e al capitale operativo. La finestra di protezione per i difensori si restringe proporzionalmente.
Fonti
- https://thehackernews.com/2026/10/researchers-used-public-openai-model-to.html
- https://blog.netmanageit.com/researchers-used-a-public-openai-model-to-build-a-250-000-chrome-full-chain-exploit-in-six-days/
- https://cryptobriefing.com/xbow-gpt-5-6-chrome-exploit-bounty/
- https://www.cve.org/CVERecord?id=CVE-2026-85045
- https://thehackernews.com/
- https://thehackernews.com/p/upcoming-hacker-news-webinars.html
- https://thehackernews.com/search/label/Threat%20Intelligence
- https://thehackernews.com/search/label/Vulnerability
Le informazioni sono state verificate sulle fonti citate e aggiornate al momento della pubblicazione.
Fonti
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