Sicurezza cavi sottomarini: l'Europa corre ai ripari con 347 milioni
L'UE pubblica il rapporto sulla sicurezza dei cavi sottomarini e stanziamenti 347 milioni. Ma il 90% della capacità transatlantica è in mano agli hyperscaler U…
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Nel marzo 2026 la Commissione Europea ha pubblicato la versione corretta del suo rapporto sulla sicurezza delle infrastrutture dei cavi sottomarini, completando un percorso iniziato con l'adozione dell'EU Action Plan on Cable Security nel febbraio 2025. Il documento arriva in un momento critico: il 2024 ha registrato 46 guasti ai cavi sottomarini, il numero più alto mai rilevato dall'inizio dei monitoraggi, mentre il controllo reale dell'infrastruttura transatlantica è ormai saldamente nelle mani degli hyperscaler statunitensi.
Il piano UE da 347 milioni e il rapporto del marzo 2026
La Commissione Europea ha stanziato 347 milioni di euro per aumentare la sicurezza dei cavi sottomarini, una cifra che riflette la crescente preoccupazione per la vulnerabilità di queste infrastrutture critiche. L'EU Action Plan on Cable Security, adottato il 21 febbraio 2025 dalla Commissione e dall'Alto Rappresentante, mira a contrastare le minacce e rafforzare la resilienza delle infrastrutture sottomarine.
Nell'ottobre 2025 la Commissione aveva già pubblicato il rapporto "Security and Resilience of EU Submarine Cable Infrastructures Report", contenente la mappatura delle infrastrutture e la metodologia dei test di stress. La versione corretta del documento, resa disponibile il 16 marzo 2026, rappresenta il primo rapporto completo sulla sicurezza dei cavi prodotto dall'Unione Europea.
Un elemento centrale emerso dall'analisi riguarda la proprietà dell'infrastruttura: gli hyperscaler statunitensi controllano circa il 90% della capacità totale delle linee via cavo tra Stati Uniti ed Europa. Questa concentrazione solleva interrogativi sulla sovranità digitale europea, evidenziando una significativa dipendenza da infrastrutture gestite da operatori non europei.
Vulnerabilità storiche e rischio di sabotaggio
I primi episodi di sabotaggio moderno risalgono al 2017 e hanno interessato i collegamenti sottomarini tra Regno Unito-Stati Uniti e Francia-Stati Uniti. Da allora, l'attenzione verso la sicurezza fisica di queste infrastrutture è cresciuta costantemente, spingendo l'UE a dotarsi di strumenti di monitoraggio e risposta più efficaci.
La storia dei cavi sottomarini è costellata di eventi che ne hanno dimostrato la fragilità strategica. Nel 2006 un terremoto causò l'interruzione simultanea di nove cavi al largo di Taiwan, provocando l'interruzione del 90% delle comunicazioni tra Cina e Stati Uniti per oltre un mese. Nel 2007 pescatori vietnamiti tagliarono un cavo per recuperare materiali, lasciando il Vietnam con solo il 10% della connettività per tre settimane.
La sfida della domanda globale e il ruolo degli hyperscaler
Tra il 2019 e il 2023 la domanda globale aggregata di larghezza di banda ha raggiunto 5 Petabit al secondo (Pbps). Una crescita esponenziale che ha trasformato la proprietà e la gestione dei cavi sottomarini, sempre più spesso controllati da grandi gruppi tecnologici statunitensi che investono direttamente nella capacità transoceanica.
Il gruppo di esperti sulle infrastrutture dei cavi sottomarini, istituito dalla Commissione per l'attuazione del piano d'azione, ha prodotto la valutazione del rischio dell'UE includendo orientamenti per la mappatura e le prove di stress. Il rapporto finale del marzo 2026 fornisce anche una panoramica degli attori rilevanti non appartenenti all'UE, confermando la necessità di interventi strutturali per ridurre la dipendenza strategica del continente.
Il paradosso europeo: ritardo strategico e nuove minacce
La pubblicazione del rapporto corretto del marzo 2026 segna un passo avanti nell'approccio europeo alla sicurezza dei cavi, ma arriva in un contesto già fortemente compromesso. Il controllo del 90% della capacità transatlantica da parte degli hyperscaler USA rappresenta una perdita di sovranità digitale difficile da recuperare con investimenti limitati ai 347 milioni stanziati.
Le minacce deliberates sono identificate come un fattore emergente nel rapporto UE, con particolare attenzione agli attori statali e non statali capaci di operare sabotaggi mirati. Gli ultimi dati sui guasti record del 2024 dimostrano concretamente questa vulnerabilità sistemica, rendendo urgente una strategia di resilienza che il piano europeo prova a definire.
Domande frequenti
- Quanti guasti ai cavi sottomarini sono stati registrati nel 2024?
- Nel 2024 sono stati segnalati 46 guasti ai cavi sottomarini, il numero più alto registrato da quando sono iniziati i monitoraggi.
- Chi controlla la capacità dei cavi tra Stati Uniti ed Europa?
- Gli hyperscaler statunitensi controllano circa il 90% della capacità totale delle linee via cavo tra Stati Uniti ed Europa.
- Qual è l'investimento dell'UE per la sicurezza dei cavi?
- La Commissione Europea ha stanziato 347 milioni di euro per aumentare la sicurezza dei cavi sottomarini, nell'ambito dell'EU Action Plan on Cable Security.
- Quando è stato adottato l'EU Action Plan on Cable Security?
- L'EU Action Plan on Cable Security è stato adottato il 21 febbraio 2025 dalla Commissione Europea e dall'Alto Rappresentante.
Questo articolo è una sintesi basata esclusivamente sulle fonti elencate.
Fonti
- https://www.ictsecuritymagazine.com/articoli/vulnerabilita-cavi-sottomarini/
- https://www.wired.it/article/iran-cavi-internet-sottomarini-stretto-hormuz-bersaglio-guerra/
- https://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/cavi-sottomarini-a-hormuz-perche-si-parla-del-rischio-di-un-blackout-digitale-cosa-succede/
- https://www.corrierecomunicazioni.it/telco/cavi-sottomarini-minacce-in-aumento-necessaria-una-strategia-globale/
- https://www.cybersecurity360.it/outlook/la-sicurezza-dei-cavi-sottomarini-negli-obiettivi-di-difesa-della-ue/