Cosa sappiamo sui videocitofoni smart: analisi e rischi privacy
I videocitofoni smart offrono sicurezza e controllo remoto, ma a quale prezzo per la privacy? Scopri cosa sapere sui rischi e sulla legge a distanza di mesi.
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L'adozione diffusa dei videocitofoni smart ha trasformato la gestione degli accessi domestici, integrando videosorveglianza e connettività remota. A distanza di mesi dall'affermazione di queste tecnologie sul mercato, emergono criticità sempre più rilevanti relative alla privacy e alla cybersecurity. Il dibattito su come conciliare l'esigenza di protezione fisica dell'abitazione con la tutela dei dati personali è diventato centrale per gli utenti e per i produttori.
Il doppio volto della connettività: tra controllo remoto e esposizione dati
I videocitofoni di nuova generazione offrono funzionalità avanzate per la sicurezza fisica, come la videosorveglianza, il rilevamento dei pacchi e lo sblocco remoto tramite smartphone. Come evidenziato da Editoriale TuttoTech, "Il funzionamento dei videocitofoni wifi è semplicissimo, in fondo i videocitofoni smart non sono altro che dispositivi di nuove generazioni in grado di connettersi alla rete per poter comunicare in tempo reale con lo smartphone". Questa connettività costante rappresenta un vantaggio significativo in termini di comodità, ma espone contemporaneamente il perimetro domestico a potenziali rischi per la cybersecurity.
La capacità di comunicare in tempo reale e aprire il portone da remoto si basa interamente sulla connessione alla rete WiFi. I dispositivi di nuova generazione includono funzioni come il rilevamento di movimenti sospetti e notifiche configurabili per evitare falsi allarmi. L'integrazione con ecosistemi smart consolidati, come Amazon Alexa, Google Assistant e Apple HomeKit, amplifica le possibilità di controllo vocale e automation, ma accresce anche la quantità di dati condivisi con i server dei produttori e la superficie di attacco della rete domestica.
Biometria e automazione: il caso del riconoscimento facciale
Un aspetto particolarmente sensibile under the lens of privacy è l'integrazione del riconoscimento dei volti familiari. Come spiegato da Editoriale TuttoTech, "Un videocitofono smart con riconoscimento dei volti familiari potrebbe aprire da solo il portone ed accendere tutte le luci in casa". L'automazione domestica basata sulla biometria solleva interrogativi complessi su come i dati facciali vengono processati, archiviati e protetti da accessi non autorizzati. La comodità di un accesso senza chiavi o tastiere si scontra con la necessità di garantire l'anonimato e la protezione dei dati sensibili.
Per bilanciare queste esigenze, alcuni produttori hanno introdotto funzioni specifiche per la tutela della privacy. Ad esempio, il modello EZVIZ CP5 include una funzione di cambio vocale pensata per garantire l'anonimato dell'utente durante le conversazioni remote, permettendo di mascherare la voce originale quando si risponde alla porta senza essere fisicamente presenti o senza voler rivelare la propria identità.
Analisi dei modelli di punta: specifiche hardware e implicazioni
Sul mercato, diversi modelli illustrano il contrasto tra funzionalità avanzate e potenziali vulnerabilità. Il modello EZVIZ CP5 si distingue per lo schermo touch screen a colori da 7 pollici e un angolo di visione di 134 gradi, che garantisce una copertura visiva ampia ma solleva questioni sull'inquadratura di aree esterne pubbliche. Il dispositivo offre una risoluzione 1080p, una portata della visione notturna a infrarossi fino a 5 metri e supporto Wi-Fi Dual Band a 2,4/5 GHz per una connessione più stabile. Sul fronte del controllo accessi, include due schede RFID per la gestione delle aperture, ma il suo peso di 1,47 kg richiede un'installazione strutturale attenta.
L'Arlo Videocitofono Cablato offre funzioni di sicurezza specifiche come la registrazione anticipata per azzerare i ritardi nella cattura degli eventi e il rilevamento dei pacchi da corriere. La registrazione anticipata implica un buffering continuo delle immagini, una pratica che richiede un'attenta gestione dello storage locale o cloud. Anche questo modello offre una risoluzione 1080p. Il Nest Doorbell, invece, funziona a batteria per facilitare l'installazione ed è ottimizzato per le conversazioni da remoto tramite Google Assistant, accentuando la dipendenza dall'ecosistema del produttore.
È doveroso segnalare che le fonti analizzate presentano informazioni contrastanti su alcuni dispositivi. Ad esempio, il Ring Video Doorbell Pro 2 viene descritto in alcuni casi come un dispositivo a batteria ed economico, mentre in altri è indicato come di fascia media. Questa discrepanza genera confusione sulle specifiche tecniche reali del prodotto e rende più complessa per l'utente una valutazione accurata del rapporto tra costi, benefici e rischi per la sicurezza.
Privacy attiva: soluzioni hardware per il controllo dell'utente
Di fronte ai rischi connessi alla connettività perenne, alcuni produttori hanno integrato soluzioni hardware per restituire il controllo all'utente. Il modello Bticino 344652 rappresenta un esempio significativo in questo senso, introducendo un LED di segnalazione per l'esclusione chiamata. Questa funzione permette di sapere se la chiamata è stata disattivata, garantendo la massima privacy e tranquillità rispetto alla possibilità che il dispositivo sia attivo in ascolto o in registrazione senza il consenso dell'utente.
Lo stesso modello Bticino privilegia l'interazione fisica diretta, dotandosi di un joystick laterale per la regolazione manuale di colore, luminosità e contrasto del display, oltre che per il volume fonico e il volume del tono di chiamata. Queste opzioni rendono il dispositivo estremamente personalizzabile in base alle esigenze dell'utente. Con dimensioni di 16,45 x 2,05 x 16,5 cm e un peso di 510 grammi, il videocitofono si presenta compatto e leggero, senza sacrificare robustezza e qualità costruttiva.
Il quadro normativo: quando un citofono diventa impianto di videosorveglianza
La sicurezza della casa dovrebbe rappresentare un equilibrio tra soluzioni tecnologiche e misure fisiche più tradizionali. I videocitofoni intelligenti presentano numerosi limiti che non devono essere trascurati: considerare tutti i pro e i contro aiuta a prendere decisioni informate e garantire una protezione completa senza dipendere esclusivamente dalla tecnologia.
Da un punto di vista legale, l'installazione di videocitofoni impone obblighi stringenti in materia di privacy. È necessario affiggere appositi cartelli in cui viene specificato che l'area è videosorvegliata. Su questi cartelli deve essere indicato anche chi è il soggetto che effettua le riprese e la finalità delle medesime. Tuttavia, la normativa stabilisce che il videocitofono non può essere considerato un impianto di videosorveglianza in senso stretto: il suo obiettivo principale è riconoscere chi suona al citofono, non vigilare su una determinata area per fini di sicurezza. Inoltre, nel videocitofono le immagini non sono oggetto di registrazione nella grande maggioranza dei casi.
Il limite sottile tra citofono e videosorveglianza si assottiglia quando l'impianto viene espanso. La possibilità di dotare l'impianto videocitofonico di telecamere aggiuntive permette di realizzare il videocontrollo domestico di zone diverse della propria abitazione o condominio. Questo configura di fatto un piccolo sistema di videosorveglianza. Anche in questo caso, è possibile operare senza dispositivi aggiuntivi di registrazione di immagini e conservazione dei dati, inquadrando aree esterne pubbliche e rispettando i temi di privacy solo se si evita qualsiasi forma di archiviazione dei filmati.
Domande frequenti
- I videocitofoni smart sono considerati impianti di videosorveglianza dalla legge?
- Non in senso stretto. Il videocitofono serve a riconoscere chi suona e, nella maggior parte dei casi, non prevede la registrazione delle immagini. Tuttavia, l'aggiunta di telecamere per il videocontrollo domestico può configurare l'impianto come un sistema di videosorveglianza a tutti gli effetti.
- Quali sono gli obblighi di privacy per installare un videocitofono?
- La legge richiede l'affissione di cartelli che indichino la videosorveglianza dell'area, specificando chiaramente il soggetto che effettua le riprese e la finalità della raccolta dati.
- Come possono i dispositivi smart tutelare la privacy degli utenti?
- Alcuni modelli integrano funzioni mirate come il LED di segnalazione per l'esclusione della chiamata, che informa l'utente sullo stato del dispositivo, o il cambio vocale per l'anonimato, utile per mascherare l'identità durante le conversazioni remote.
Le informazioni sono state verificate sulle fonti citate e aggiornate al momento della pubblicazione.
Fonti
- https://michelebortolotti.com/citofono-smart/
- https://newsicilia.it/italia/pubbliredazionali/installazione-di-videocitofoni-e-obblighi-di-privacy-cosa-prevede-la-legge/918161/
- https://www.aranzulla.it/migliori-videocitofoni-guida-allacquisto-1441628.html
- https://elettricomagazine.it/news-tecnologia/videocitofono-smart-cosa-come-funziona/
- https://www.teleimpianti.it/videocitofono-smart-sicurezza-confort/